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Cannes dove l’inverno è in technicolor

Dal Majestic Barrière le luci dell’alba
e del tramonto danno spettacolo

Il Majestic Barrière, hotel abitato dalla storia, pur rispettando le tradizioni e lo spirito del luogo, incanta e stupisce per le sue proposte ed esperienze nuove e stimolanti, come l’andare al mercato con lo chef Maryan Gandon, che svela tutti i segreti dei banchi di frutta e verdura e del pesce.
Lo chef barman Emanuele Balestra, che sul tetto dell’Hotel coltiva erbe aromatiche esotiche e cura le arnie con le api, fa poi scoprire sostanze magiche per dei cocktails unici al mondo.

Dallo scorso giugno, viene proposta un’accoglienza speciale, personalizzata e stimolante, sicura e protetta, per i bambini fino a 12 anni, offrendo corsi che si riferiscono a diverse arti: regia, ballo, cucina, arte profumiera, galateo, composizione di colonne sonore, scultura, teatro, canto. Questi corsi in futuro potrebbero anche determinare una professione artistica per i “Petit Vip”. Gli stimoli dati ai bambini hanno infatti un grande effetto nella loro formazione, soprattutto per quanto riguarda i più piccini.

L’Hotel Barrière Le Majestic Cannes, che si trova davanti al Palazzo del Cinema della Croisette, oltre alle 257 camere e a 92 suite, ha due suntuose Penthouse di 650 e 450 mq, una con piscina privata, dove la vista spazia su un panorama emozionante.  L’Hotel anche quest’anno, fino al 31 marzo 2017, lancia l’operazione “un inverno vista mare”, offrendo prezzi davvero molto speciali a partire da 167 euro a notte per due persone.

All’arrivo, le sculture coloratissime di Déesse mettono allegria, e anche passeggiando nei pressi dell’Hotel si incontrano immagini e colori che curano e nutrono lo spirito. Se si dovesse istituire una “Palme d’or”, oltre che per il Cinema, anche per gli hotel di Cannes, sicuramente nessuno la meriterebbe come il Majestic Barrière.

www.cannesbarriere.com

www.france.fr

 

LOSANNA

Una città per tutte le stagioni

Tempo fa il ritornello di una canzone in voga diceva: “Scende la pioggia ma che fa?”. Può succedere che tali parole risuonino nella mente trovandosi, in autunno, a Losanna, ma neppure il tempo inclemente riesce a togliere interesse e a guastare l’ospitale organizzazione di questa città.  I motivi sono molti; gli ascensori, strategicamente sistemati in ogni punto delle strade che preveda salite e discese, la metropolitana frequentissima, la sicurezza che si percepisce camminando. La parte più antica di Losanna si sviluppò in senso orizzontale in collina, e nel tempo la città crebbe in discesa verso il lago.

La Cattedrale di Notre Dame domina dall’alto ed è uno dei più grandi monumenti gotici europei, mentre nella parte più bassa un vecchio quartiere industriale, il Flon, è stato recentemente riqualificato; edifici tristi convertiti in architetture firmate e colorate, studi d’artista aperti, locali per giovani e spazi di riposo. Tra i numerosi musei che Losanna vanta, dall’arte al design, l’ultimo da poco restaurato è il Museo delle Olimpiadi. Questo promuove un’unità fra sport e cultura, ricordi ed emozioni, per momenti di grande sport e con ogni genere di accesso interattivo per rivedere o conoscere personaggi o particolari salienti dell’evento olimpionico nel tempo.

Gli hotel storici a Losanna hanno mantenuto un eccezionale livello; un esempio è il Palace & Spa che ha integrato con una piscina da sogno gli ambienti in continuo abbellimento, contraddistinti da signorilità ed eleganza.

www.losanna-tourisme.ch

Zoologia Fantastica

Fulvio Bianconi per Venini

Alle Stanze del Vetro all’isola di San Giorgio Maggiore (VE) si è da poco conclusa una mostra di Fulvio Bianconi che negli anni Cinquanta collaborò con la vetreria Venini, studiando creazioni che sarebbero diventate icone dell’arte di Murano.
Oltre 300 opere sono state raggruppate in serie tematiche: Macchie, Sirene e Nudi, Forati, Pezzati, Fasce orizzontali e verticali, Spicchi, Scozzesi, Maschere italiane e Animali.
Animali  trasparenti, sinuosi e fantastici, dove il virtuosismo delle insuperabili tecniche muranesi  ha realizzato in modo assolutamente perfetto la creativa giocosità del Maestro.

E da questi animali è nata l’ispirazione per creare una nuova sezione del mio sito, dal nome ANIMAL MUNDI.

Delft

La città olandese bianca e blu carica
di storia e di arte

Delft è la città il cui nome rimanda immediatamente al bianco e blu delle sue famosissime ceramiche, che per anni furono le uniche ad assomigliare alle preziose porcellane cinesi finché, alla fine del ‘700, Meissen riuscì a trovare la ricetta perfetta per ottenere la porcellana. Nel Dna di Delft, che si trova tra L’Aia e Rotterdam, c’è la Storia con la S maiuscola, quella della Casa Reale, dell’arte figurativa, rivoluzionata dal pittore Jan Vermeer nel XVIII secolo, e della scienza, che ha donato all’umanità l’invenzione del microscopio del microbiologo Antoni van Leeuwenhoek.
Delft ricevette ufficialmente il titolo di città nel 1246, prendendo il nome dal più antico canale del luogo, l’Oude Delf, al quale ne seguirono altri, in modo che il suo nucleo si sviluppò a raggiera, creando una forma stellare. Nel centro, attorno a questo canale, si incontra il Palazzo del Principe, dove visse e morì assassinato Guglielmo I di Orange, mentre nel Museo si trovano molti quadri di artisti contemporanei a Vermeer che, ispirati dalle splendide luci dei cieli e dai loro riflessi nei canali, hanno lasciato interessanti vedute cittadine. La Nieuwe Kerk, chiesa costruita agli inizi del 1400 e situata nella piazza del Mercato, custodisce le spoglie di Guglielmo I e anche dei vari membri della Casa Reale d’Orange-Nassau: l’ultima in ordine di tempo è quella di Giuliana dei Paesi Bassi, sepolta nel 2004. Nella Chiesa più antica, non lontana dalla Nieuwe Kerk, la Oude Kerk del XIII secolo, si trovano le tombe di Jean Vermeer e di Antoni van Leeuwenhoek, che creò diversi congegni in modo che il pittore potesse filtrare e analizzare la luce.

Dopo 320 anni il famoso dipinto The Little Street, di Johannes Vermeer, ritorna a Delft. Grazie alla straordinaria collaborazione tra il museo Prinsenhof di Delft e il Rijksmuseum di Amsterdam, il capolavoro verrà portato questa primavera nella città dove Vermeer lo dipinse intorno al 1658. La Stradina di Vermeer è uno dei pezzi più prestigiosi del Rijksmuseum, raramente dato in prestito, nonché uno dei quattro Vermeer in possesso dell’istituzione museale, tutti considerati capolavori assoluti della collezione permanente.

Sono circa 35 le opere di questo sublime pittore esistenti nel mondo e il prestito è reso ancora più interessante dal fatto che nessuna di queste si trova a Delft, la città dove egli visse e lavorò tutta la vita. Sono addirittura passati oltre 60 anni dall’ultima esposizione di uno dei suoi quadri.

Parigi in 2CV

Una visita insolita alla Ville Lumière

Le città si possono visitare in molti modi, a piedi e in tram, in bus e in metro, in una romantica carrozzella, ma solo Parigi, la Ville lumière, offre di farlo a bordo di un’auto mitica, la Citroen 2CV.

Gli chauffeur sono ragazzi disinvolti, non solo nella guida ma anche negli itinerari, che si possono stabilire e mutare strada facendo, a seconda delle conoscenze e dei desideri dei passeggeri.

Anche per chi è stato a Parigi decine di volte il ritornare in luoghi classici e conosciuti, a bordo di questa vettura, conferisce alla visita un sapore diverso e nuovo.
Se, improvvisamente, si mette a piovere, in una manciata di minuti viene chiuso il tettuccio trasparente, per permettere comunque di ammirare i monumenti e le bellezze circostanti.

E, particolare che dà un sapore nostalgico e retrò all’itinerario parigino in 2CV, i rumori delle frecce direzionali e dei tergicristalli fanno sorridere, perché nessuno ormai è più abituato a questi ritmi quasi musicali.

www.rendezvousenfrance.com

www.parisinfo.com

www.parisauthentic.com

Nicosia (Lefkosia)

Capitale ‘viva’ dell’Isola di Cipro

Nicosia è la capitale della Repubblica di Cipro e benché l’isola sia geograficamente collocata tra i paesi asiatici (non è più Europa, per intenderci) di fatto quello della capitale cipriota (e lo è dal decimo secolo d.C.) è il governo più a sud della Comunità Europea, della quale l’isola fa parte.

La comunità internazionale considera la parte nord di Cipro e quasi la metà della città di Nicosia come zone occupate dalla Turchia sin dal lontano 1974. D’altro canto, malgrado i problemi piccoli e grandi che tale stato di cose procura. Nicosia è la capitale finanziaria dell’isola e nel contempo occupa una posizione di assoluto rilievo tra i centri finanziari mondiali; nel 2012 la città è stata classificata al quinto posto tra i centri più ricchi del mondo nella speciale classifica in termini di potere d’acquisto relativo.

Un po’ di storia (le tappe essenziali) danno un’idea dell’importanza di Cipro e della sua capitale.

I primi insediamenti risalgono a circa 2.500 anni prima della nascita di Cristo; siamo nell’età del bronzo e il luogo degli insediamenti è la pianura di Mesaoria. In epoca successiva si forma la città stato di Ledra, uno dei dodici Regni dell’antica Cipro.  Nel quarto secolo d.C.,  in pieno periodo bizantino, Nicosia diviene sede arcivescovile e subito dopo capitale dell’isola – anno 965 – quando Cipro entra a far parte dell’Impero bizantino. Durante la terza Crociata, in pieno medioevo, assistiamo nell’anno 1187 allo sbarco nell’isola di  Riccardo I° d’Inghilterra sulla rotta per la Terra Santa, interruzione del viaggio dovuta a una tempesta. Evidente al re ‘Cuor di Leone’ l’isola piace e non poco, visto che si stabilisce a Nicosia e ne diviene il re. Ma come tutti gli amori, quando si tratta di soldi si scivola nel venale. Riccardo vende l’isola ai Cavalieri Templari, prima che questi si trasferissero in via definitiva nelle isole maltesi.
Al 1489 risale il governo di Cipro da parte della Serenissima Repubblica di Venezia; vengono fortificate tutte le città dell’isola per difendersi dai continui attacchi Ottomani e ancor oggi le mura di Famagosta a Nicosia sono uno spettacolo di ingegneria architettonica e danno l’esatta misura di come dovessero essere poderose al momento della primitiva costruzione. Nel 1570 assistiamo a un lungo e sanguinoso assedio da parte degli Ottomani che, alla fine, riescono a conquistare la città. L’ultima ‘visita’ non propriamente gradita (e relativa amministrazione) di Nicosia, risale agli anni del dopoguerra, da parte della Gran Bretagna. Nel 1960 Cipro diviene indipendente.

La storia complicata, interessante come un super-romanzo e indiscutibilmente di grande fascino, possono essere rivissuti visitando i numerosi Musei di cui la capitale è ricca: dal Museo Archeologico a quello Etnografico, dal Museo Bizantino a quello di Storia Naturale. Possono infine essere considerate come facenti parte di un museo open-air anche le nuove costruzioni architettoniche, dal nuovo Teatro dell’Opera al palazzo di Jean Nouvel, unitamente alla realizzazione architettoniche dell’archistar Zaha Hadid sotto le mura veneziane.

Venezia

La città più magica del mondo

Riconosciuta universalmente come patrimonio dell’umanità, misteriosa, imprevedibile, lenta, struggente e sempre diversa a ogni ora del giorno e della notte, la luce del cielo e le sue nuvole si riflettono nell’acqua della Laguna che le rimbalza sulle facciate delle case, sulle lucenti gondole nere , sui vetri colorati. Nessuno può affermare di conoscerla davvero perché solo la cattedrale di San Marco rivela a chi la visita sempre e da sempre nuovi meravigliosi dettagli. Sorniona e rilassante si trasforma durante le  grandi feste celebrate ogni anno con la stessa appassionata partecipazione sia dei veneziani che dei turisti. Il Lido, oasi serena di un tempo che fu, diventa il centro della mondanità durante il Festival del Cinema mentre a Torcello la Cattedrale veglia su chi raggiunge l’isola un po’ malinconica. La festa del Redentore illumina Venezia con fuochi d’artificio indescrivibili mentre  il carnevale  permette a chiunque  di rivivere tempi passati e trasformarsi in Dogi, dame, principesse e arlecchini. Questa preziosa e unica città va amata, conosciuta e soprattutto rispettata come uno dei più preziosi gioielli dell’umanità.

Lione

La Confluence

Lione, famosa per tantissime eccellenze, dalle “sete imperiali”, al  Festival delle Luci, al museo dei Fratelli Lumière avrà da oggi un’altra meravigliosa attrattiva per attirare i visitatori: Il “Musée des Confluences”, dedicato alla conoscenza, che sorge nell’omonimo quartiere fra Rodano e Saona, quartiere contemporaneo e sostenibile, uno dei più grandi progetti urbanistici europei che propone un ventaglio di attività, di svaghi e negozi, una marina, piste ciclabili lungo la Saǒne oltre a diversi ristoranti e caffè.  Il progetto Confluence è opera di un illuminato sindaco di Lyone, Raymond Barre, che lanciò questa innovativa idea di raddoppiare la superficie del centro della città nel 1995 nel territorio di questa penisola racchiusa tra i due fiumi che appunto confluivano nel centro formando la penisola.  Il progetto si espanderà in una trentina d’anni nei quali si rafforzeranno sensibilmente le infrastrutture, dai metrò ai parchi urbani, ai Musei.  Gli architetti e urbanisti incaricati sono numerosi e famosi basti citare Odile Decq e Massimiliano Fuksas. In poche fermate di tram dal cuore della città antica e classica si arriva in un altro cuore modernissimo dove si può perfino fare un giro in vaporetto e ci si sente davvero in un luogo oltre dove creatività, lungimiranza e progresso si fondono per una vita più umana.

 www.lyon-france.com
www.rendezvousenfrance.com

Milano

Città inaspettata

Il Progetto Porta Nuova è un progetto di riqualificazione urbana e
architettonica all’interno del Centro Direzionale di Milano.
Interessa quell’area che va da Porta Garibaldi e stazione Garibaldi a piazza della Repubblica, e da Porta Nuova al Palazzo Lombardia. Passa per via Melchiorre Gioia e  ruota intorno al nuovo parco chiamato  I Giardini di Porta Nuova  tra i tre quartieri distinti di Porta Nuova Garibaldi, Porta Nuova Varesine e Porta Nuova Isola. Tra le costruzioni più interessanti il grattacielo Unicredit firmato da Cesar Pelli e Il Bosco Verticale di Stefano Boeri,  premiato da una giuria internazionale tra 800 finalisti per la sua capacità di rispondere “al bisogno umano di contatto con la natura”.