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Byblos, Saint Tropez

Byblos: un Hotel da Mille e Una Notte a Saint Tropez

Nel lontano 1960 un facoltoso libanese, Jean-Prosper Gay-Para, si innamorò follemente di Brigitte Bardot e decise di costruire per lei, il suo grande amore, un palazzo che fosse degno delle Mille e Una Notte… e unico in tutto il Mediterraneo. I lavori terminarono nel 1967 e la splendida BB fu la madrina assieme a Mireille Darc. Per motivi politici, pochi mesi dopo, Gay-Para dovette ritornare  in Libano e vendette  la sua realizzazione ai Floirat. Antoine Chevanne, ultimo erede della famiglia, ne è tutt’ora il proprietario. Il mito Byblos si è costruito in quasi mezzo secolo… tra momenti magici e incontri eccezionali. L’Hotel è ancora il tempio sacro del benessere, della classe e dell’armonia.
Fra due anni festeggerà i cinquant’anni dell’Art de Vivre.

www.Byblos.com

www.rendezvousenfrance.fr 

EXPO 2015

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita

“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il Tema al centro della manifestazione, il filo logico che attraversa tutti gli eventi organizzati sia all’interno sia all’esterno del Sito Espositivo. Expo Milano 2015 è l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo: se da una parte c’è ancora chi soffre la fame dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta e inoltre ogni anno circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate. Per questo motivo servono scelte politiche consapevoli, stili di vita sostenibili e, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, sarà possibile trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse. La riflessione sul Tema si trasforma anche in un momento di condivisione e di festa, grazie a incontri, eventi e spettacoli.  Ogni aspetto, ogni momento, ogni Partecipante di Expo Milano 2015 declina e interpreta il Tema scelto, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Amazzonia Venezuelana

Autogestione Indigena

Un incontro con un avvocato venezuelano Alberto Valdes impegnato nella difesa della causa indigenista  mi ha permesso un avvicinamento consapevole alle etnie indie dei Makiritari, dei Piaroa e dei Colorados  per capire anno dopo anno il vero senso della loro consapevolezza e della loro strategia di sviluppo basata su imprese indigene di autogestione comunitaria e intercomunitaria non imposta paternalisticamente  dall’alto ma piuttosto come espressione della propria dignità. In questo quadro è sorto il rifiuto degli indigeni di essere considerati oggetto di curiosità da parte del turismo selvaggio che nella sua insaziabile espansione ha toccato anche questi remoti territori. Io  sono stata accompagnata al Monte Altana che considerano sacro dove nemmeno alle autorità del Venezuela  era stato permesso arrivare.  Ho conosciuto dall’interno queste realtà tra gli indios Piaroa lungo l’Orinoco e  i Makiritari o Ye’cuana che sono stati raggruppati da Isaia Rodriguez e vivono tutti nello stesso grande villaggio usando pannelli solari con i quali vanno anche a caccia e creano prodotti artigianali che vengono poi venduti a Caracas.

Venezia

La città più magica del mondo

Riconosciuta universalmente come patrimonio dell’umanità, misteriosa, imprevedibile, lenta, struggente e sempre diversa a ogni ora del giorno e della notte, la luce del cielo e le sue nuvole si riflettono nell’acqua della Laguna che le rimbalza sulle facciate delle case, sulle lucenti gondole nere , sui vetri colorati. Nessuno può affermare di conoscerla davvero perché solo la cattedrale di San Marco rivela a chi la visita sempre e da sempre nuovi meravigliosi dettagli. Sorniona e rilassante si trasforma durante le  grandi feste celebrate ogni anno con la stessa appassionata partecipazione sia dei veneziani che dei turisti. Il Lido, oasi serena di un tempo che fu, diventa il centro della mondanità durante il Festival del Cinema mentre a Torcello la Cattedrale veglia su chi raggiunge l’isola un po’ malinconica. La festa del Redentore illumina Venezia con fuochi d’artificio indescrivibili mentre  il carnevale  permette a chiunque  di rivivere tempi passati e trasformarsi in Dogi, dame, principesse e arlecchini. Questa preziosa e unica città va amata, conosciuta e soprattutto rispettata come uno dei più preziosi gioielli dell’umanità.

Triennale di Milano

Alla Triennale la prima Mostra per l’Expo

Nei giardini del Palazzo dell’Arte alla Triennale di Milano è tornata a risplendere restaurata con i colori originali, l’opera di Giorgio De Chirico che inaugurò nel 1973. I ”Bagni misteriosi” sembrano una pittura metafisica  tridimensionale e  anche l’acqua  viene accolta e sembra faccia risplendere ancora di più i brillanti colori. Contemporaneamente si è aperta la Mostra “Arts&Foods” curata da Germano Celant e allestita da Italo Rota nel Palazzo della Triennale che è anche il primo padiglione di Expo 2015.  Il percorso ruota intorno alla nutrizione e presenta oltre duemila opere e installazioni di ambienti su una superficie di settemila metri quadrati.  L’ambizioso progetto sarà fruibile per tutto il periodo Expo e amalgama pittura, design, arte povera, cinema, video, moda e spazia da un enorme pesce di Frank Gehry a un video di Marina Abramovich, a vestiti d’alta moda di Ken Scott a sculture di cioccolato di Dieter Roth e nel giardino di fianco ai Bagni Misteriosi di De Chirico un’enorme bottiglia di Ketchup pop.

Museo Jean Cocteau a Mentone

Lo studio di Rudy Ricciotti ha realizzato un azzardato progetto per questo edificio dal sapore futurista che come un grande animale marino punta i suoi tentacoli di cemento e acciaio a terra come a custodire le opere di Jean Cocteau poeta versatile e artista originale. I giganteschi  abbaglianti tentacoli sono solcati da tagli che ne oscurano il centro  della costruzione che custodisce la parte museale. Il Museo Cocteau si affaccia su una delle più belle  promenade della Costa Azzurra.

Museo Porsche a Stoccarda

Un’avveniristica struttura che appare come un blocco monolitico appoggiato su tre supporti per  ripercorrere  al suo interno la storia della Porsche  con oltre ottanta  rari modelli  delle prestigiose auto. La  firma è dell’architetto viennese Roman Delugan dello studio Delugan Meissl Associated Architects.

Lione

La Confluence

Lione, famosa per tantissime eccellenze, dalle “sete imperiali”, al  Festival delle Luci, al museo dei Fratelli Lumière avrà da oggi un’altra meravigliosa attrattiva per attirare i visitatori: Il “Musée des Confluences”, dedicato alla conoscenza, che sorge nell’omonimo quartiere fra Rodano e Saona, quartiere contemporaneo e sostenibile, uno dei più grandi progetti urbanistici europei che propone un ventaglio di attività, di svaghi e negozi, una marina, piste ciclabili lungo la Saǒne oltre a diversi ristoranti e caffè.  Il progetto Confluence è opera di un illuminato sindaco di Lyone, Raymond Barre, che lanciò questa innovativa idea di raddoppiare la superficie del centro della città nel 1995 nel territorio di questa penisola racchiusa tra i due fiumi che appunto confluivano nel centro formando la penisola.  Il progetto si espanderà in una trentina d’anni nei quali si rafforzeranno sensibilmente le infrastrutture, dai metrò ai parchi urbani, ai Musei.  Gli architetti e urbanisti incaricati sono numerosi e famosi basti citare Odile Decq e Massimiliano Fuksas. In poche fermate di tram dal cuore della città antica e classica si arriva in un altro cuore modernissimo dove si può perfino fare un giro in vaporetto e ci si sente davvero in un luogo oltre dove creatività, lungimiranza e progresso si fondono per una vita più umana.

 www.lyon-france.com
www.rendezvousenfrance.com

Nuovo Museo Egizio di Torino

Per i torinesi e per tutta la collettività internazionale appassionata di egittologia con l’apertura del nuovo e felicemente ristrutturato Museo Egizio si è aperta al pubblico la collezione più antica esistente in quello che si classifica come il secondo museo al mondo  per importanza e vastità.
La sensazionalità di questa operazione culturale è consistita , tra l’altro, nel fatto che la realizzazione di questo nuovo allestimento, durato cinque anni e costato 50 milioni di euro,  è stata portata a termine senza mai chiudere per un solo giorno il museo anzi, al contempo, facendo aumentare i visitatori fino a superare la ragguardevole cifra di oltre 500.00 persone nel 2014.
Soldi e risorse fortunatamente  ben spese per proporre al pubblico in un edificio storico del ‘600 situato nel pieno centro cittadino di Torino, quattro piani di eccezionali reperti egizi.
Il successo di questa notevole iniziativa culturale è dovuto alla presidentessa Evelina Christillin e al direttore Christian Greco coadiuvato da otto curatori con differenti specializzazioni e da diversi altri qualificati collaboratori.
La vastità delle opere d’arte esposte: circa 3500 oggetti  annovera, tra l’altro, gli eccezionali capolavori compresi nella grande, bellissima e nuova Galleria dei Sarcofaghi, situata al secondo piano, che mirabilmente illustra un periodo lunghissimo: dal 1100 a.C. al 600 a.C.
Le opere che maggiormente affascinano il visitatore attento sono molte. Per citarne alcune: le pitture della stele di Iti e Neferu, la tomba di Kha, la cappella di Maia, la sala nubiana di Ellesija e le impressionanti statue monumentali del piano terra.
I notevoli supporti multimediali presenti nel Nuovo Museo Egizio rappresentano inoltre uno dei più importanti supporti alla veicolazione comunicativa per illustrare, con mirabili ricostruzioni virtuali in video 3D, le scoperte della tomba di Kha, di Nefertari e la cappella di Maia.

www.museoegizio.it