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Moda e Costume nella Società Moderna

Vestire il Novecento

Nelle antiche sale del Castello Sforzesco di Novara apre al pubblico la mostra Moda e Costume nella Società Moderna, a cura di Elisabetta Chiodini, visitabile dal 31 ottobre 2026 al 4 aprile 2027.
L’esposizione propone un affascinante viaggio attraverso oltre un secolo di storia della moda e del costume, illustrando l’evoluzione del gusto, dell’eleganza e dei comportamenti sociali tra i primi anni dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
In mostra sono raccolti capolavori della pittura italiana provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, affiancati da abiti, accessori e manufatti provenienti dalle Collezioni Civiche milanesi conservate a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine e da importanti raccolte private.
Le sale del Castello ospitano magnifici ritratti commissionati ai più celebri artisti del loro tempo. Opere che non soltanto restituiscono l’eleganza e il fascino dei personaggi raffigurati, ma ne rivelano il carattere, le aspirazioni e il ruolo sociale. Accanto ai volti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia trovano spazio uomini e donne dalla vita più semplice, immortalati con la stessa straordinaria attenzione ai dettagli e con una raffinata sensibilità psicologica.
Attraverso questi dipinti il visitatore può osservare il progressivo mutamento della moda femminile e maschile, seguendo l’evoluzione delle silhouette, dei tessuti e degli accessori. Un percorso che riflette i profondi cambiamenti della società e, in particolare, la lenta ma inesorabile trasformazione del ruolo della donna.
La mostra Moda e Costume nella Società Moderna non racconta soltanto la storia dell’abbigliamento, ma offre uno sguardo privilegiato sull’evoluzione della società, dei ruoli e delle aspirazioni di uomini e donne attraverso oltre cento anni di trasformazioni culturali. Un viaggio affascinante in cui arte e moda dialogano continuamente, restituendo al visitatore la memoria visiva di un’epoca in costante cambiamento.

Foto Giovanna Dal Magro

Biennale Colore 2026 Magenta

Magenta, colore magico

Nel 1859, durante la seconda guerra d’indipendenza, l’esercito franco-piemontese sconfisse le truppe austriache in una battaglia molto cruenta, la Battaglia di Magenta. La terra fu inondata dal sangue e assunse uno strano colore rosso; nacque così il colore magenta e ad esso è dedicato la prima Biennale Colore 2026 creata da Andrea Cairati per Fucsina. Una testimonianza del feroce scontro tra i due eserciti è Casa Giacobbe, villa seicentesca, monumento simbolo della città, centro culturale e sede del Museo della Battaglia di Magenta che porta ancora sulla facciata i segni delle cannonate. In città, lo spazio dell’ex Banca Popolare di Novara (BPN), situato in Galleria dei Portici – trasformato per l’occasione in “Color Gallery” sarà il centro nevralgico della manifestazione – ospiterà una mostra di 20 artisti contemporanei, selezionati dai curatori Manuel Zoia e Giovanni Cestari, mentre il Magenta International Art Prize ne sarà il suo fulcro. Gli artisti invitati saranno chiamati a utilizzare efficacemente il magenta come elemento espressivo. Essendo questo magico colore il fil rouge dei lavori, si è avvolti da un’atmosfera serena e stimolante.

www.biennalecolore.it

Foto Giovanna Dal Magro

TRACCE

Mostra diffusa di Davide Dall’Osso

Quando le opere d’arte vengono presentate al pubblico gli viene offerta anche l’opportunità di identificazione senza l’obbligo di ulteriori spiegazione. Secondo le neuro-scienze il cervello reagisce intensamente vedendo un’opera d’arte e rimandando automaticamente emozioni e sensazioni. A Cernobbio (CO) fino al 4 ottobre 2026 la mostra diffusa Tracce di Davide Dall’Osso presenta 15 installazione e 60 sculture adagiate tra le strade del Comune e il lungolago. Le sculture, create con scarti industriali, prendono vita propria, sembrano impalpabili, mosse a volte da un alito di vento e illuminate da luci diverse a seconda delle nuvole, emanano una forza magica potente. Le maschere evocative costringono alla riflessione attraverso occhi trasparenti o volti imponenti di antica Storia. I cavalli eterei e in movimento, quasi al galoppo con criniera al vento o con la testa tagliata come la favola dei Fratelli Grimm, La Guardiana delle oche. Le Ballerine, senza testa, dimensione effimera del tempo senza volto e senza identità. Queste opere potenti, eteree e magiche si insinuano nella mente, nel cuore e nei sogni di chi le ha sapute guardare con l’anima.

www.galleria-galp.it

Foto Giovanna Dal Magro

HOTEL TRIESTE & VICTORIA

Ad Abano la Storia alloggia
nella stanza 110

Nell’Hotel Trieste & Victoria di Abano Terme, al primo piano, dove si può dormire, la storia ti avvolge con un’impressionante documentazione che testimonia gli eventi travolgenti che determinarono la fine della Prima Guerra Mondiale. In questa stanza, dove alloggiava, il generale Armando Diaz firmò il 4 novembre 1918 Il bollettino della vittoria. Nel 1917 il Comando Supremo di Stato Maggiore dell’Esercito spostò la sede da Padova ad Abano. Il generale Armando Diaz, che Gabriele D’Annunzio definì “Maestro di tranquillo ardimento”, all’Hotel Trieste scelse la stanza 110 perchè la ritenne tranquilla e vicina agli uomini del suo Comando. La stanza 110 è vicina alle scale, davanti al vecchio ascensore e Pietro Badoglio fu alloggiato alla 111. Anche la posizione dell’Hotel era perfetta, nel centro di Abano e sulla direttrice per le strade statali. La stanza 110 è un piccolo appartamentino con lo studio e un grande terrazzo sulla strada. All’Hotel Trieste venne aggiunto anche il nome di Victoria e, dopo vari proprietari ora appartiene al Gruppo Borile che ne ha conservato il profumo e l’atmosfera della Storia. In queste stanze venne anche coordinata l’impresa Del volo su Vienna di D’Annunzio, forse l’unica impresa di pace in una guerra tanto cruenta. D’Annunzio inondò Vienna con migliaia di manifestini dove c’era scritto:
“Viennesi! Imparate a conoscere gli italiani.Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà…”.

Notizie storiche tratte da Stanza 110 di Gianfranco Natoli, GB Thermae Hotels, 2008

Foto Giovanna Dal Magro

Equilibrio sul lavoro

La vita attraverso una finestra

Immaginare di assistere giorno dopo giorno a uno spettacolo lavorativo su un tetto e senza soluzione di continuità sembrerebbe molto inusuale.
Ma per una persona immobile in un letto d’ospedale questo evento mi ha aiutato a farmi passare delle ore interessanti e curiose, ogni giorno i lavori erano diversi, gli operai erano diversi, il materiale che veniva portato sul grande tetto era diverso e diverso era il tempo per cui diverse erano le luci.
Una strana esperienza che però è stata significativa in quel momento poco fortunato della mia vita.

Costa Azzurra

Il viaggio perfetto

A chi mi chiede spesso qual è stato il più bel posto che ho visitato, nei cinque continenti, rispondo con difficoltà. Ogni viaggio ha avuto sorprese, bellezza, storia, religiosità, unicità, contrattempi, pericoli, incontri, delusioni, sempre con sfaccettature assolutamente diversissime. Ma il viaggio perfetto è stato l’ultimo nel febbraio 2019, appena un mese prima che scoppiasse il pandemonio del Covid. Avevo deciso che volevo viaggiare da sola, in luoghi che conoscevo, libera da qualsiasi appuntamento. Girare e trovare ancora quello che per me è più interessante del viaggiare. 

Con la perfetta organizzazione di Atout France sono partita sola soletta e mi sono fermata ad Antibes, Cannes e Marsiglia.

Arrivavo col treno Thello e, quando scendevo, tutto mi sembrava così nuovo e non conosciuto. Il tempo è stato magnifico, le luci taglienti e morbide. il vento profumato. Ad Antibes ho scoperto in fondo alla città l’opera Il Nomade. Me ne sono innamorata e tre volte sono andata a fotografarla in diverse ore del giorno. 

Sempre ad Antibes ho visitato il Museo archeologico, piccolo e prezioso, il vecchio quartiere di Safranier, esempio di comune libero.

A Cannes sono stata accolta, come in un caldo abbraccio, all’Hotel Barrière, per me il migliore di tutti, di fronte al Palazzo del Cinema, con la sua effervescente anima e, dietro, strade e stradine, mercatini e vita quotidiana. Infine Marsiglia città unica con storia, nuovissime architetture, anche in divenire e la vita al Vieux Port dove l’incanto può durare per ore. L’unico desiderio che ho è tornare, appena si potrà, in Costa Azzurra. Spero presto.

#cannesisyours
#lemajesticcannes
#barrieremoments
#CotedaazurFrance
#choosemarseille
#ExploreFrance

www.latitudeslife.com

Hotel Ville sull’Arno

A Firenze sulle magiche sponde dell’Arno

Le dolcissime rive dell’Arno accolsero fin dal Quattrocento le nobili famiglie fiorentine per i periodi estivi e, fra queste, anche la famiglia Alighieri.

Un luogo particolare sulla riva destra del fiume, conosciuto come La Bella Riva, e poi chiamato Villa della Casaccia, fu in seguito frequentato assiduamente dai pittori Macchiaioli per la sua luce “speciale”; luce che si rifletteva nelle acque, conferendo al paesaggio una lucente morbidezza.

Già nel 1500 Leonardo da Vinci, durante le ricerche dedicate al corso dell’Arno allo scopo di progettare possibili deviazioni e regimentazioni del fiume, riportava nei suoi manoscritti tracce della Casaccia. L’edificio venne poi anche usato dagli artigiani fiorentini come deposito per i loro prodotti che potevano essere così esportati senza pagare la gabella.

Nell’Ottocento la proprietà passò alla famiglia Tommasi che vi creò un “salotto” aperto ad artisti, letterati e amici, trasformandolo sempre più in un cenacolo culturale, a cui parteciparono attivamente, tra gli ospiti, Giosuè Carducci, i maggiori pittori esponenti della corrente dei Macchiaioli, Telemaco Signorini e Giovanni Fattori.

Terminato questo illuminato periodo, la Casaccia, passata di proprietà, è stata trasformata in un prestigioso complesso alberghiero, l’Hotel Ville sull’Arno, acquisito nel 2006 da Planetaria Hotels.

L’atmosfera del luogo non è cambiata nel corso dei secoli; la luce è sempre morbida e avvolgente, le tranquille acque dell’Arno scorrono sotto le finestre e rilassano lo spirito dal primo momento in cui ci si affaccia dalle stanze eleganti, con arredi e tessuti di pregio.

I confort dell’Hotel, caratterizzato da signorilità e discrezione, vanno dalla piscina all’aperto alla Spa, dotata di un’altra scenografica piscina, calidarium, doccia emozionale, cromoterapia, cabine Terracqua e Rasul, Vasca idromassaggio e Cascata di ghiaccio. Specialissima è la prima colazione, con prodotti bio, dolcezze di ogni genere e persino champagne, che in autunno, alla domenica, si arricchisce trasformandosi in Brunch.

Tante sono le impressioni e le emozioni da vivere all’Hotel Ville sull’Arno: è sufficiente trascorrevi una notte per ricordarsi questo luogo contemporaneo e insieme ricco di rimandi storici e artistici del passato, la cui magia si è conservata per oltre sei secoli.

Testo e foto Giovanna Dal Magro

www.hotelvillesullarno.com

Casalbeltrame terra d’acque, riso e arte

Luoghi da scoprire

Un’Italia che non finisce mai di strabiliare, quando ci si addentra nelle realtà di piccoli ma importanti territori con una forte connotazione agricola, quale la coltivazione del riso, risalente al 1400. Nel piccolo centro di Casalbeltrame, non lontano da Novara, si concentrano molte aziende agricole di eccellenza e spazi espositivi degni di nota. In uno storico cascinale è stato allestito il Museo Storico Etnografico dell’Attrezzo Agricolo “L çivel” che mostra, con oggetti, foto e filmati, la vita dei campi e delle mondine, indimenticabili protagoniste del film “Riso Amaro” diretto da Giuseppe De Santis e, all’esterno espone carri, trattori, carrozze.

In un’ala del cascinale un ristorante molto speciale Pane, Amore… Poderia, propone una versione più leggera di piatti della tradizione, a base dei vari tipi di riso del luogo, di zafferano, sempre coltivato nella zona, il tutto accompagnato dai vini locali, fra cui il mitico Erbaluce. All’esterno un grande spiazzo ospita 5 chiese in ordine digradante, e per questo definite chiese matrioske, edifici che sembrano i soggetti perfetti per un quadro metafisico.

Attraversata la strada, si trova il Palazzo Bracorens di Savoiroux, una villa con un grande parco da poco diventata sede del Museo Materima, che ospita grandi sculture di artisti famosi del ‘900, da Giò Pomodoro a Alberto Giacometti, da Francesco Messina a Giuliano Vangi.

Nelle vicinanze si trovano aziende agricole, quali l’Azienda Sala Rita, che produce uno zafferano profumatissimo, produttori di riso, come l’Azienda Falasco, che da sei generazioni e sempre con il rispetto delle norme ambientali ha fatto ricerche per nuovi tipi di riso come il Venere, al quale donò anche il nome in omaggio a Josephine Baker, o il rosso Ermes, l’Apollo, oltre ai classici Carnaroli e integrale. L’altra azienda produttrice di un riso innovativo è la Luigi e Carlo Guidobono Cavalchini e il loro riso, battezzato da Cristina Guidobono, si chiama Riso Buono ed è arrivato sulle tavole più esigenti di Londra, New York, Dubai, Los Angeles e Hong Kong, a solo a due anni dalla rinascita dell’Azienda, grazie alla lungimiranza e creatività di Cristina.

Queste terre d’acqua, silenziose, operose e attive sono davvero da visitare per scoprirne inattesi tesori artistici e di cultura gastronomica.

Cannes dove l’inverno è in technicolor

Dal Majestic Barrière le luci dell’alba
e del tramonto danno spettacolo

Il Majestic Barrière, hotel abitato dalla storia, pur rispettando le tradizioni e lo spirito del luogo, incanta e stupisce per le sue proposte ed esperienze nuove e stimolanti, come l’andare al mercato con lo chef Maryan Gandon, che svela tutti i segreti dei banchi di frutta e verdura e del pesce.
Lo chef barman Emanuele Balestra, che sul tetto dell’Hotel coltiva erbe aromatiche esotiche e cura le arnie con le api, fa poi scoprire sostanze magiche per dei cocktails unici al mondo.

Dallo scorso giugno, viene proposta un’accoglienza speciale, personalizzata e stimolante, sicura e protetta, per i bambini fino a 12 anni, offrendo corsi che si riferiscono a diverse arti: regia, ballo, cucina, arte profumiera, galateo, composizione di colonne sonore, scultura, teatro, canto. Questi corsi in futuro potrebbero anche determinare una professione artistica per i “Petit Vip”. Gli stimoli dati ai bambini hanno infatti un grande effetto nella loro formazione, soprattutto per quanto riguarda i più piccini.

L’Hotel Barrière Le Majestic Cannes, che si trova davanti al Palazzo del Cinema della Croisette, oltre alle 257 camere e a 92 suite, ha due suntuose Penthouse di 650 e 450 mq, una con piscina privata, dove la vista spazia su un panorama emozionante.  L’Hotel anche quest’anno, fino al 31 marzo 2017, lancia l’operazione “un inverno vista mare”, offrendo prezzi davvero molto speciali a partire da 167 euro a notte per due persone.

All’arrivo, le sculture coloratissime di Déesse mettono allegria, e anche passeggiando nei pressi dell’Hotel si incontrano immagini e colori che curano e nutrono lo spirito. Se si dovesse istituire una “Palme d’or”, oltre che per il Cinema, anche per gli hotel di Cannes, sicuramente nessuno la meriterebbe come il Majestic Barrière.

www.cannesbarriere.com

www.france.fr

 

LOSANNA

Una città per tutte le stagioni

Tempo fa il ritornello di una canzone in voga diceva: “Scende la pioggia ma che fa?”. Può succedere che tali parole risuonino nella mente trovandosi, in autunno, a Losanna, ma neppure il tempo inclemente riesce a togliere interesse e a guastare l’ospitale organizzazione di questa città.  I motivi sono molti; gli ascensori, strategicamente sistemati in ogni punto delle strade che preveda salite e discese, la metropolitana frequentissima, la sicurezza che si percepisce camminando. La parte più antica di Losanna si sviluppò in senso orizzontale in collina, e nel tempo la città crebbe in discesa verso il lago.

La Cattedrale di Notre Dame domina dall’alto ed è uno dei più grandi monumenti gotici europei, mentre nella parte più bassa un vecchio quartiere industriale, il Flon, è stato recentemente riqualificato; edifici tristi convertiti in architetture firmate e colorate, studi d’artista aperti, locali per giovani e spazi di riposo. Tra i numerosi musei che Losanna vanta, dall’arte al design, l’ultimo da poco restaurato è il Museo delle Olimpiadi. Questo promuove un’unità fra sport e cultura, ricordi ed emozioni, per momenti di grande sport e con ogni genere di accesso interattivo per rivedere o conoscere personaggi o particolari salienti dell’evento olimpionico nel tempo.

Gli hotel storici a Losanna hanno mantenuto un eccezionale livello; un esempio è il Palace & Spa che ha integrato con una piscina da sogno gli ambienti in continuo abbellimento, contraddistinti da signorilità ed eleganza.

www.losanna-tourisme.ch