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HOTEL TRIESTE & VICTORIA

Ad Abano la Storia alloggia
nella stanza 110

Nell’Hotel Trieste & Victoria di Abano Terme, al primo piano, dove si può dormire, la storia ti avvolge con un’impressionante documentazione che testimonia gli eventi travolgenti che determinarono la fine della Prima Guerra Mondiale. In questa stanza, dove alloggiava, il generale Armando Diaz firmò il 4 novembre 1918 Il bollettino della vittoria. Nel 1917 il Comando Supremo di Stato Maggiore dell’Esercito spostò la sede da Padova ad Abano. Il generale Armando Diaz, che Gabriele D’Annunzio definì “Maestro di tranquillo ardimento”, all’Hotel Trieste scelse la stanza 110 perchè la ritenne tranquilla e vicina agli uomini del suo Comando. La stanza 110 è vicina alle scale, davanti al vecchio ascensore e Pietro Badoglio fu alloggiato alla 111. Anche la posizione dell’Hotel era perfetta, nel centro di Abano e sulla direttrice per le strade statali. La stanza 110 è un piccolo appartamentino con lo studio e un grande terrazzo sulla strada. All’Hotel Trieste venne aggiunto anche il nome di Victoria e, dopo vari proprietari ora appartiene al Gruppo Borile che ne ha conservato il profumo e l’atmosfera della Storia. In queste stanze venne anche coordinata l’impresa Del volo su Vienna di D’Annunzio, forse l’unica impresa di pace in una guerra tanto cruenta. D’Annunzio inondò Vienna con migliaia di manifestini dove c’era scritto:
“Viennesi! Imparate a conoscere gli italiani.Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà…”.

Notizie storiche tratte da Stanza 110 di Gianfranco Natoli, GB Thermae Hotels, 2008

Foto Giovanna Dal Magro

SLAVA’S SNOWSHOW

In una scenografia semplice e insieme spettacolare, che crea magia, incanto e illusione sul palcoscenico de Il Piccolo Teatro si muove il Clown Giallo: con uno sguardo, un piccolo passo, una caduta, un gesto, rende le situazioni in continua e inaspettata evoluzione. Questo clown è stato creato dal grande Slava Polunin, un mimo russo definito il miglior clown al mondo e vincitore di numerosi premi quali l’Olivier e il Time Out Award a Londra, il Drama Desk a New York, lo Stanislavskij a Mosca e il Festival Critics Award a Edimburgo. Il debutto di Slava Snowshow avvenne nella capitale inglese nel 1993, il Teatro Strehler l’ha presentato per la terza volta nel 2026 con la nuova versione olimpica dedicata alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. Sul palcoscenico gli accadimenti sono continui, con fumi colorati, personaggi verdi con cappelli improbabili, nuvole, suoni, eventi atmosferici furibondi accompagnati da musiche celebri, dai Carmina Burana al nostro Paolo Conte, che rafforzano le forti emozioni.

Foto Giovanna Dal Magro

AUTONOMIA INDIGENA

 Reportage dall’Amazzonia venezuelana

Immagini che ci fanno scoprire l’intensità della cultura ancestrale amazzonica. Fotografie senza tempo che traducono la spontaneità e mettono in evidenza l’empatia possibile che non distrugge ponti ma li costruisce. Fotografie che si fanno interpreti della condizione di vita di chi viene rappresentato, delle sue esigenze, dei suoi punti di vista. Il lavoro di Giovanna Dal Magro è più di un reportage fotografico, è un atto di ascolto. Le sue immagini raccontano un’Amazzonia viva, percorsa da voci e resistenza, non luoghi da cartolina, ma comunità che lottano per preservare la propria identità culturale e ambientale.
Francesco Oppi

La mostra è stata esposta alla Biblioteca del Comune di Inveruno (MI)
Organizzata e curata da Francesco OppiGuado Officine Creative
Grafici: Armando Mascetti e Alessia Marchese

Foto Giovanna Dal Magro

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI

Ritratto di una nazione appena nata

Al Castello di Novara si è aperta la mostra “L’Italia dei primi italiani- Ritratto di una Nazione appena nata”, fino al 6 aprile 2026 a cura di Elisabetta Chiodini che ha creato un percorso affascinante con 70 capolavori dipinti dai primi anni Sessanta dell’Ottocento al terzo decennio del Novecento. L’Italia era appena nata e dal Nord al Sud le trasformazioni del territorio e dei suoi abitanti mutavano e si trasformavano da decennio a decennio.
La mostra è suddivisa in sette sezioni:“Un territorio variegato. Vita rurale tra pianure, valli e monti”, “Lo sviluppo costiero della Penisola e le attività delle regioni marittime”, “Il volto delle città”, “I riti della borghesia. Il tempo libero in città e in villeggiatura”, “L’arte declinata al femminile”, “L’amore venale”, “Tempi moderni. Le vite nelle metropoli”.

Foto Giovanna Dal Magro

CRACKING ART©

Animali simbolici

Nel 1993 a Biella nasceva uno straordinario gruppo creativo formato da: Alex Angi, Kicco, Renzo Nucara, Carlo Rizzetti, William Sweetlove, Marco Veronese. Con un forte intento ambientalista attraverso un messaggio di sostenibilità e riciclo trasformando l’organico in sintetico, provocando una mutazione della materia stessa in opere creative di grande impatto. La loro massima visibilità è data dall’installazione in luoghi pubblici di animali di grandi dimensioni e brillanti colori. Da settembre 2025 a gennaio 2026 saranno visibili nel percorso urbano della città di Vercelli. Si ricordano tra le innumerevoli esposizioni degli anni precedenti la White Plastic Flight del 1993 a Firenze, S.O.S. World 2001 alla Biennale di Venezia, e la Mostra Bestiale del 2007 a Orio Center. Gli animali esposti a Vercelli, con un’accuratissima scelta dei luoghi, sono La Chiocciola e le Chiocciole, i Lupi silenziosi, l’Oca selvatica, l’Elefante disperato e il Perfido Coccodrillo; uno più suggestivo e denso di significati dell’altro. Nel mondo Cracking Art© ha realizzato oltre 500 installazioni per dimostrare che la natura e l’ambiente devono essere protette e che l’Arte può sicuramente aiutare a preservarle.

Foto Giovanna Dal Magro

ART DÉCO IL TRIONFO DELLA MODERNITÀ

A Palazzo Reale di Milano e fino al 25 giugno 2025, curata da Valerio Terraroli, la mostra Art Déco Il trionfo della modernità che indica il decennio 1920-1930 in cui la modernità frenetica indusse a inventare un nuovo modo di vivere a partire dalle arti decorative e abbracciando la moda, il lusso estremo e magico, dai miti dall’Oriente a incontri fiabeschi o violenti con animali selvaggi. L’élite vuole dimenticare gli orrori della grande guerra e in modo assoluto si rivolge all’eleganza un po’ snobistica di tutto ciò che la circonda per non fare i conti con la banalità del quotidiano. Negli anni Dieci del secolo scorso, gli artisti captano per primi la metamorfosi del gusto e si ricorda Galileo Chini e Gustav Klimt e negli scultori i tagli diventano densi di forza espressiva come in quelle di Adolfo Wildt. In Francia dopo il successo dell’Expo 1925 a Parigi, il Déco riuscì a conquistare anche un pubblico piccolo- borghese e popolare in una più semplice versione. Hanno ampio spazio le creazioni decorative dalle ceramiche di Sèvres , a vetrate, a vasi smaltati a volte con linee che diventano geometriche per far sì che donne eleganti si muovano con fascino estremo come Wally Toscanini ritratta da Alberto Martini. Le donne si emancipano, tagliano i capelli, accorciano le gonne , semplificano gli abiti in linee dritte ma con preziose decorazioni e accessori-gioiello. La cultura Déco ha dato molto spazio anche a un mondo selvaggio, crudele ed esotico e molti artisti hanno creato e modellato animali di ogni genere e specie in bronzo, in pietra, in terraglia e in mosaico come quello di Pierre-Paul Jouve in cui una pantera nera è raffigurata nella lotta con un terribile pitone. Anche il misterioso Oriente è stato raffigurato in questo periodo con vari soggetti da cortei con uomini e animali sacri a danzatrici dei Templi. Gli anni trenta sono in arrivo e lo stile novecento toglie lentamente l’interesse per il Déco in Europa ma aprirà una nuova stagione negli Stati Uniti.

Testo e foto Giovanna Dal Magro

VISIONS IN MOTION GRAFFITI AND ECHOES OF FUTURISM

Echi e visioni

La Fabbrica del Vapore, uno spazio del Comune di Milano con la Dirigenza dell’Unità Progetti di Maria Fratelli, è un luogo per la realizzazione di interventi di promozione della creatività giovanile, di intrattenimento e di aggregazione. L’unicità di questo vasto spazio consiste nel fatto che le sue proposte sono dirette a un pubblico eterogeneo, composto da bambini, adolescenti, adulti con preparazione e cultura artistica varia.
Fino a marzo è in corso una mostra straordinariamente vitale, che trasmette una grande gioia, stupore, allegria e storia. Storia nei preziosi quadri dei Futuristi d’inizio ‘900, e allegria e colore sfrenato nei graffiti della fine dello stesso secolo, in un dialogo molto singolare tra i due movimenti artistici.
Visions in Motion-Graffiti and Echoes of Futurism è una coproduzione tra la Fabbrica del Vapore e Navigare srl, in collaborazione con Edoardo Falcioni e Maria Gregotti e con i testi di Elena Pontiggia e Angela Madesa. Tra i 16 Futuristi in mostra ci sono nomi di spicco, quali Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Mario Sironi, Leonardo Dudreville, Fortunato Depero, Gerardo Dottori e Enrico Prampolini. Tra i 23 writers troviamo Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Blade, Futura 2000. Due artiste donne, la futurista Adriana Bisi Fabbri e la writer Lady Pink, si sono distinte entrambe in un mondo prevalentemente maschile. Il colore è fondamentale nei due movimenti, da cromie smorzate, che mettono in rilievo i movimenti dei futuristi, alle tonalità forti e contrastanti in segno di protesta contro una situazione grigia sia nel sociale che nella politica. Le sezioni sono 5, Dinamismo, Colore, Città, Ribellione, Eco e Ephemerus.

Paesaggi

Da Migliara a Pellizza da Volpedo

Dagli anni ‘20 del 1800 ai primi decenni del ‘900 in Piemonte e in Lombardia ci fu una significativa evoluzione nella pittura di paesaggio. Ed è questo il tema che la curatrice Elisabetta Chiodini ha svolto in modo approfondito e indagatore dando vita al Castello di Novara alla mostra Paesaggi. Realtà Impressione Simbolo. Da Migliara a Pellizza da Volpedo dal 1^ novembre 2024 al 6 aprile 2025 al Castello di Novara.
La mostra presenta oltre 70 quadri suddivisi in 9 sezioni provenienti da collezioni pubbliche e private. Queste opere rappresentano i paesaggi di campagne, di alte montagne, di laghi sereni e di mare, fino a quelli urbani del cuore di Milano, dame eleganti e silenziose in giardini fioriti, animali al pascolo tutti con luci e colori di varie sfumature e colori che provocano alla vista sensazioni molto diverse. METS Percorsi d’Arte ancora una volta ha portato un percorso così speciale a tutti i visitatori.

Equilibrio sul lavoro

La vita attraverso una finestra

Immaginare di assistere giorno dopo giorno a uno spettacolo lavorativo su un tetto e senza soluzione di continuità sembrerebbe molto inusuale.
Ma per una persona immobile in un letto d’ospedale questo evento mi ha aiutato a farmi passare delle ore interessanti e curiose, ogni giorno i lavori erano diversi, gli operai erano diversi, il materiale che veniva portato sul grande tetto era diverso e diverso era il tempo per cui diverse erano le luci.
Una strana esperienza che però è stata significativa in quel momento poco fortunato della mia vita.