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La mostra di Gillo Dorfles al MACRO di Roma

Un incontro di quelli
che cambiano la vita

Alcuni miei ritratti di Gillo Dorfles saranno esposti nella mostra
Gillo Dorfles. Essere nel tempo, a cura di Achille Bonito Oliva,
che si terrà al MACRO (Museo d’Arte Contemporanea Roma) dal
27 novembre al 30 marzo 2016. Ma tutto iniziò molto prima.

Era l’autunno del 1975 e avevo appena iniziato a collaborare con una nuova rivista concettuale ideata da Ugo La Pietra che si chiamava In Più. Per la prima volta ebbi l’incarico ufficiale per il ritratto di un personaggio famoso come Gillo Dorfles. Emozionata e molto agitata, suonai alla porta e il professore, con un piglio molto severo e quasi seccato, mi introdusse nel suo studio. Aprì di scatto il primo cassetto di un antico comò, pieno zeppo di stampe di suoi ritratti in vari formati in bianco e nero, e mi disse di guardarli bene. Tutti – e mi fece nomi di maestri della fotografia – avevano già provato a ritrarlo, ma non c’era riuscito nessuno; se volevo, però, potevo provarci anch’io.

Per prima cosa pensai di andarmene immediatamente, ma mi resi subito conto che un fallimento simile avrebbe pregiudicato tutta la (poca) sicurezza in me stessa che avevo: iniziai così a scattare le prime foto in studio, cercando disperatamente di
 stabilire quel feeling indispensabile tra il fotografo e il fotografato. Ma Dorfles rimaneva fermo nella sua posizione e, forse perché cominciava a mancarmi l’aria, ebbi l’intuizione di chiedergli se avesse voglia
di fare un giro sotto casa per mostrarmi le splendide architetture del periodo Liberty che tanto amavo. S’illuminò all’idea, prese soprabito e cappello, e passeggiammo tra le costruzioni milanesi mentre mi spiegava in modo sublime i dettagli di quel periodo artistico. Ogni tanto scattavo qualche foto, magari un po’ defilata, ma ormai la complicità si era creata. Stampai le foto e le lasciai nella sua portineria.

Quando mi telefonò, e sentii la sua voce, mi si piegarono le gambe dalla paura, ma lui esplose in complimenti per le mie immagini con un’ammirazione che non dimenticherò mai. E che mi diede la forza grazie alla quale non ebbi mai più timore davanti a nessun personaggio famoso.

Dorfles mi citò, infine, sul Corriere della Sera, in un articolo riguardante il centocinquantesimo della nascita della fotografia, come uno tra i quattro fotografi italiani che aveva scelto.

 E questa fu una soddisfazione che ricordo ancora.

Foto © Giovanna Dal Magro

www.dorflesmuseomacro.it

Triennale di Milano

Alla Triennale la prima Mostra per l’Expo

Nei giardini del Palazzo dell’Arte alla Triennale di Milano è tornata a risplendere restaurata con i colori originali, l’opera di Giorgio De Chirico che inaugurò nel 1973. I ”Bagni misteriosi” sembrano una pittura metafisica  tridimensionale e  anche l’acqua  viene accolta e sembra faccia risplendere ancora di più i brillanti colori. Contemporaneamente si è aperta la Mostra “Arts&Foods” curata da Germano Celant e allestita da Italo Rota nel Palazzo della Triennale che è anche il primo padiglione di Expo 2015.  Il percorso ruota intorno alla nutrizione e presenta oltre duemila opere e installazioni di ambienti su una superficie di settemila metri quadrati.  L’ambizioso progetto sarà fruibile per tutto il periodo Expo e amalgama pittura, design, arte povera, cinema, video, moda e spazia da un enorme pesce di Frank Gehry a un video di Marina Abramovich, a vestiti d’alta moda di Ken Scott a sculture di cioccolato di Dieter Roth e nel giardino di fianco ai Bagni Misteriosi di De Chirico un’enorme bottiglia di Ketchup pop.

Nuovo Museo Egizio di Torino

Per i torinesi e per tutta la collettività internazionale appassionata di egittologia con l’apertura del nuovo e felicemente ristrutturato Museo Egizio si è aperta al pubblico la collezione più antica esistente in quello che si classifica come il secondo museo al mondo  per importanza e vastità.
La sensazionalità di questa operazione culturale è consistita , tra l’altro, nel fatto che la realizzazione di questo nuovo allestimento, durato cinque anni e costato 50 milioni di euro,  è stata portata a termine senza mai chiudere per un solo giorno il museo anzi, al contempo, facendo aumentare i visitatori fino a superare la ragguardevole cifra di oltre 500.00 persone nel 2014.
Soldi e risorse fortunatamente  ben spese per proporre al pubblico in un edificio storico del ‘600 situato nel pieno centro cittadino di Torino, quattro piani di eccezionali reperti egizi.
Il successo di questa notevole iniziativa culturale è dovuto alla presidentessa Evelina Christillin e al direttore Christian Greco coadiuvato da otto curatori con differenti specializzazioni e da diversi altri qualificati collaboratori.
La vastità delle opere d’arte esposte: circa 3500 oggetti  annovera, tra l’altro, gli eccezionali capolavori compresi nella grande, bellissima e nuova Galleria dei Sarcofaghi, situata al secondo piano, che mirabilmente illustra un periodo lunghissimo: dal 1100 a.C. al 600 a.C.
Le opere che maggiormente affascinano il visitatore attento sono molte. Per citarne alcune: le pitture della stele di Iti e Neferu, la tomba di Kha, la cappella di Maia, la sala nubiana di Ellesija e le impressionanti statue monumentali del piano terra.
I notevoli supporti multimediali presenti nel Nuovo Museo Egizio rappresentano inoltre uno dei più importanti supporti alla veicolazione comunicativa per illustrare, con mirabili ricostruzioni virtuali in video 3D, le scoperte della tomba di Kha, di Nefertari e la cappella di Maia.

www.museoegizio.it