Viaggio al Mount, la mitica casa di Edith Wharton

“Il Mount” la mitica residenza di campagna della grande scrittrice americana Edith Wharton a Lenox in Massachusetts a 180 km da Boston

È conosciuta dal grande pubblico per L’età dell’innocenza, romanzo per cui vinse il Premio Pulitzer, tradotto in un indimenticabile film da Martin Scorsese. Ma Edith Warthon, americana di New York nata nel 1862 e morta nel 1937, di capolavori ne ha scritto molti altri.
Da  La casa della gioia a Ethan Fro, tutti tradotti in diverse lingue e riscoperti con nuovo interesse perché capaci di spiegare in profondità il rapporto fra Stati Uniti ed Europa: due mondi fra i quali la scrittrice istituì profondi paragoni, con penetranti e inquietanti giudizi psicologici e sociali.
La Wharton apparteneva a una famiglia dell’alta borghesia newyorkese di cui fu acuta critica e  fin da bambina viaggiò, soggiornando in tutta Europa. Fu amica dei più famosi intellettuali che come lei frequentavano sia il mondo europeo che quello americano: Henry James, conosciuto a Venezia a Palazzo Barbaro ospite di Ralph Curtis di Boston, Bernard Berenson  o il pittore americano John Singer Sargent, incontrato in Inghilterra. Nella sua autobiografia  Uno sguardo indietro la scrittrice ricorda costantemente gli amati periodi estivi e autunnali  trascorsi tutti gli anni al Mount, la sua residenza di campagna. In proposito scriveva così: “Quelle lunghe giornate al Mount, nel profondo splendore estivo e nella tonificante lucentezza dell’autunno, le passeggiate nei boschi, le corse in automobile per valli e colline, il conversare, la sera, sulla terrazza al chiaro di luna, le letture in biblioteca  accanto al fuoco, mi tornano alla memoria, mentre scrivo, con derisoria nitidezza insieme alle figure dei nostri ospiti diletti… Credo di poter affermare con sicurezza che Henry James non era mai così completamente a suo agio come quando si trovava in compagnia di questo piccolo gruppo, al Mount…”.
Non è un caso che per arrivare al Mount, per rivivere le atmosfere rimaste cariche di suggestioni della grande villa bianca, si parta da Boston, la più europea delle metropoli americane, città che è un vero e proprio museo architettonico open air.
La villa, recentemente restaurata, è ora visitabile sia nelle silenziose stanze, dove la scrittrice si rifugiava per inventare i suoi personaggi, sia nel parco, partecipe di una natura ricca e pittoresca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.